Il dolore nella quotidianità

Lavoro

Diverse tipologie di attività lavorative possono esporre chi le esercita a rischi per la salute.
I disturbi muscolo scheletrici come il mal di schiena sono quelli più pericolosi per la salute dei lavoratori, oltre che fra i più pesanti in termini di impatto economico per la società, sia per i costi diretti, sia per quelli indiretti essenzialmente riconducibili alla minore produttività.

Stando ai dati pubblicati nel 2014 dall’Agenzia europea per la sicurezza e la salute nei luoghi di lavoro , nei paesi dell’Unione Europea il 55% dei lavoratori dichiara di assumere frequentemente posture stancanti e dolorose nel corso della loro attività lavorativa, un dato che raggiunge picchi del 70% per le azienda da più di 250 dipendenti.

Ulteriori fattori in grado di favorire la comparsa di disturbi muscolo scheletrici dolorosi nei lavoratori sono:

  • l’età
  • la presenza di obesità
  • il fumo
  • la struttura fisica
  • la storia sanitaria pregressa.

Un ruolo importante hanno poi i fattori fisici, relativi alle caratteristiche del lavoro svolto e dei movimenti che devono essere compiuti, oltre che dallo stesso ambiente lavorativo.
Sono diversi i fattori che sono in grado di favorire la comparsa di disturbi dolorosi muscolari o osteoarticolari il fatto di dover eseguire movimenti quali sollevare, trasportare, spingere o tirare, di effettuare movimenti ripetitivi o di dover assumere posture incongrue (con le braccia sollevate rispetto alle spalle, stazione eretta prolungata e così via); possono contribuire alla comparsa di dolori anche altri fattori fisici come il fatto di essere esposti a vibrazioni piuttosto che a compressioni o ancora che l’attività venga svolta in un ambiente lavorativo freddo.

Le categorie più a rischio

I più esposti al rischio di dolori osteoarticolari o muscolari sono i lavoratori manuali, con un rischio che aumenta all’aumentare del lavoratore.
I profili professionali più a rischio sono agricoltori, pescatori, addetti alle costruzioni, carpentieri, autisti, infermieri, addetti alle pulizie, facchini.
È importante garantire un’adeguata informazione dei lavoratori, che devono essere sempre consapevoli dei rischi legati alla postura e alla mancanza di recupero e sulle linee guida da applicare per prevenire i rischi, anche mediante apposite sessioni di formazione e addestramento.

Misure preventive

L’adozione di una serie di linee guida e best practice è un passo importante nella prevenzione dei disturbi da postura. Coinvolgendo i lavoratori e applicando i principi base dell’ergonomia diventa possibile progettare luoghi e processi lavorativi a misura di uomo.

Le linee guida per un lavoro sicuro

  • Adattare l’altezza della postazione di lavoro al tipo di attività svolta; una postazione dall’altezza regolabile preserva la salute di testa, schiena e collo.
  • Garantire una visibilità adeguata (postazione luminosa, assenza di riflessi, dimensioni adeguate)
  • Predisporre superfici di lavoro inclinate per non dover piegare il collo
  • Garantire un supporto per le braccia, così da non doverle tenere sollevate
  • Nel caso di lavori manuali, prevedere strumenti con una forma adatta, così che le articolazioni siano in posizione neutra
  • Evitare posizioni che prevedano di lavorare con le braccia dietro o a fianco del corpo. Allo stesso modo evitare o limitare lavori in cui le braccia debbano essere sollevate al di sopra delle spalle
  • Garantire lo spazio adeguato agli arti inferiori, così da non costringere il lavoratore a piegarsi, prevedendo inoltre un sostegno su cui appoggiare i piedi
  • Prevedere una pavimentazione anti fatica (in gomma, vinile, legno per chi deve stare in piedi a lungo, e predisporre un sedile che consenta di alternare la posizione in piedi con quella seduta.

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