Il dolore nella quotidianità

Sport

L’attività fisica è uno dei pilastri di uno stile di vita sano, ma che spesso rischia di diventare fonte di diversi problemi, come ad esempio i disturbi muscoloscheletrici.
Gli atleti sono una delle categorie più esposte al rischio di lombalgia in quanto, praticamente in qualunque tipo di sport, la colonna lombare è frequentemente sottoposta a momenti di stress, come quando si eseguono movimenti di rotazione o di torsione, o quando la colonna lombare si trova ad assorbire la pressione e gli impatti sul corpo.

Si stima che il 5-10% di tutti i traumi che si verificano negli sportivi coinvolgano proprio la zona inferiore della schiena.
In generale, i disordini muscoloscheletrici degli atleti comprendono eventi acuti quali contusioni, strappi muscolari, distorsioni, fratture, ed eventi cronici, in genere riconducibili a problemi di sovraccarico, vale a dire a un uso eccessivo delle strutture ossee e muscolo-tendinee. Il sovraccarico è la principale causa di trauma sportivo: quale conseguenza si avrà la comparsa del trauma che potrà coinvolgere i diversi componenti dell’apparato locomotore (muscoli, tendini, legamenti, cartilagine, ossa, fasce, borse) da soli o in combinazione fra loro.

Le diverse specialità sportive espongono al rischio di disordini muscoloscheletrici differenti.

Chi gioca a calcio, per esempio, è più esposto a fenomeni di sovraccarico dell’arto inferiore che possono coinvolgere le inserzioni dei tendini, in particolare del tendine rotuleo e del tendine d’Achille, e alle pubalgie.
Chi gioca a tennis può andare incontro all’infiammazione dei tendini che si inseriscono a livello del gomito con comparsa di epicondilite, il cosiddetto gomito del tennista.
La lombalgia è invece uno dei disturbi che più spesso affliggono chi pratica lo sci.
Anche la corsa espone a un elevato rischio di lombalgia per le ripetute sollecitazioni sia dei dischi intervertebrali, sia delle articolazioni che connettono una vertebra con l’altra. Inoltre, circa il 30% di coloro che praticano la corsa ha problemi di sofferenza del tendine d’Achille; si stima anzi che gli appassionati della corsa di fondo abbiano un rischio 31 volte maggiore di soffrire di tendinopatia rispetto a soggetti della stessa età che non la praticano.
Praticare sport come la pallavolo e la pallacanestro può esporre a un maggior rischio di tendiniti del rotuleo.

COSA FARE DOPO UN INFORTUNIO?

Quando si sia verificato un infortunio l’atleta dovrebbe evitare l’attività specifica che l’ha provocato fino a completa guarigione. Per non perdere l’allenamento puoi effettuare una serie di esercizi che non determinino sollecitazione e dolore della parte interessata. Una volta che avrai ripreso, è necessario che i movimenti che coinvolgono l’area interessata siano a bassa intensità per rinforzare gradualmente muscoli, tendini e legamenti indeboliti, e che la ripresa di una completa attività avvenga in maniera graduale.

L’IMPORTANZA DELLA PREVENZIONE

Adottare una serie di buone abitudini può aiutarti a prevenire il rischio di farsi male durante la pratica dell’attività sportiva. Prima di iniziare, ricorda sempre di dedicare il giusto tempo ad un adeguato riscaldamento dei muscoli e al loro raffreddamento una volta che hai concluso.
Garantisci al tuo corpo un’adeguata idratazione, bevendo all’incirca 120-240 cc ogni 15-30 minuti, magari assumendo bevande contenenti sali minerali se hai in programma di sostenere uno sforzo molto prolungato, come una maratona.

Un altro aiuto viene dall’attrezzatura: scegliere e usare calzature adeguate aiuta a sostenere le caviglie, mentre l’uso di caschi protettivi può evitare danni a chi si dedica al ciclismo.

L’attività fisica rappresenta di per sé un ottimo aiuto alla prevenzione delle lesioni, in quanto i tessuti allenati diventano più capaci di resistere agli stress.
Un’ultima importante raccomandazione: fermati immediatamente quando avverti i primi segni di dolore. Si tratta di un campanello di allarme da non trascurare, un segnale che potrebbe aiutarti ad evitare complicazioni a muscoli e tendini.

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