Che cos’è il dolore?

Chi di noi non ha mai provato dolore? Si tratta di una sensazione comune, con cui tutti abbiamo avuto a che fare fin dai primi giorni della nostra vita. Visto da sempre come una sensazione negativa, il dolore può persino essere utile, diventando un campanello di allarme, un istinto che ci impedisce di fare scelte sbagliate; cosa, se non il ricordo del dolore, ci impedirebbe di toccare una piastra rovente?
Il dolore può essere anche un segnale, un messaggio del nostro corpo per avvertirci che c’è un tessuto o un organo danneggiato.

DOLORE ACUTO E DOLORE CRONICO

Possiamo dividere il dolore in due tipologie, il dolore acuto, di breve durata, e il dolore cronico, che arriva a superare i 3 mesi. Mentre il dolore acuto può essere utile per avvisarci che qualcosa non va, il dolore cronico è un semplice sintomo, e va quindi trattato e curato.
Il dolore cronico costituisce un importante problema di salute nella popolazione; secondo i risultati di uno studio condotto in 16 Paesi (di cui 15 europei, inclusa l’Italia), circa un quinto delle persone aveva sofferto di dolore per 6 mesi, aveva avuto dolore nell’ultimo mese e l’aveva provato più volte nell’ultima settimana. Quando soffri di un dolore cronico rivolgiti sempre a un medico.

LA SCALA DI MISURAZIONE DEL DOLORE

Il dolore rappresenta un’esperienza soggettiva, ma quando si cerca un aiuto per risolverlo, è opportuno saperne spiegare le caratteristiche, a cominciare dall’intensità. Ma come si misura il dolore? Il modo migliore è utilizzare una scala di misurazione come la VAS (Visual analog score for pain): si tratta di una linea lunga 10 centimetri che congiunge un punto 0 (nessun dolore) al punto 10 (massimo dolore possibile).

Chi vuole “misurare” l’intensità del suo dolore indica un punto lungo la retta. La distanza di questo punto dallo zero (misurata in millimetri) indica un certo valore corrispondente all’intensità del dolore sofferto.

Scala analogica visiva (vas) del dolore

Un’altra semplice scala di misurazione è la scala verbale VDS, in base alla quale il dolore provato viene definito in base all’entità del dolore percepito (nessuno, molto lieve, lieve, moderato, forte, molto forte).

Entità del dolore

Per una corretta diagnosi è utile riferire anche le caratteristiche del dolore, poiché queste possono indirizzare il medico nell’individuazione delle cause del dolore. Il dolore potrà essere descritto come puntorio, compressivo, una sensazione di bruciore, un peso improvviso, un cerchio alla testa.

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