Che cos’è?

La febbre è un disturbo frequente nel decorso di molte malattie; caratterizzata da un aumento diffuso della temperatura corporea, è spesso causata da un’infezione, anche se a volte può accompagnarsi a molte altre condizioni. Fra le infezioni più comuni caratterizzate dalla presenza di febbre troviamo l’influenza e le cosiddette sindromi influenzali, infezioni virali che vengono trasmesse dal malato alle altre persone principalmente attraverso le minuscole goccioline emesse starnutendo, tossendo o anche semplicemente parlando. La trasmissione può anche avvenire per contatto con oggetti o superfici su cui sia presente il virus, che viene successivamente portato a contatto della bocca o del naso.

CLASSIFICAZIONE

Basandosi solamente sui sintomi diventa difficile distinguere episodi di influenza dalle sindromi simili influenzali; virus diversi da quello dell’influenza provocano infatti delle manifestazioni simili a quelle della semplice influenza, anche se in genere meno severe. Quali sono quindi le differenze fra influenza e sindromi simili influenzali?

Influenza

L’influenza è dovuta in modo specifico a un virus influenzale, isolato per la prima volta nel 1933. Questo virus è capace di mutare frequentemente la sua struttura, dando ogni anno la sensazione di affrontare un virus “nuovo”, che il sistema di difesa del nostro organismo riesce a riconoscere solo parzialmente o non riconosce affatto.

Ecco perché, anno dopo anno, si assiste a vere e proprie epidemie di influenza, la cui severità sarà tanto maggiore quanto più importanti sono stati i cambiamenti subiti dai virus. Questo spiega perché è importante ricorrere alla vaccinazione per prevenire la malattia e soprattutto per limitarne le complicazioni. La preparazione per tempo del vaccino è resa possibile dall’esistenza di un sistema di sorveglianza coordinato dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS). Poiché infatti i virus migrano stagionalmente in relazione alle condizioni climatiche, è possibile raccogliere informazioni sulla loro trasmissione in altre parti del mondo e ottenere dati che consentono di selezionare i ceppi virali adatti alla produzione del vaccino.

sindrome influenzale

Oltre al virus specifico responsabile della vera influenza, esistono più di 190 virus che sono in grado di provocare infezioni con sintomi estremamente simili a quelli della vera influenza. Poiché non è possibile distinguere queste forme dall’influenza solo in base ai sintomi, si preferisce parlare di sindrome influenzale.

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Sintomi

I sintomi di una sindrome influenzale si presentano dopo un periodo di incubazione abbastanza breve (circa 24-48 ore) con un esordio brusco caratterizzato dalla comparsa di febbre, accompagnata da sintomi a carico delle vie respiratorie e da manifestazioni generali che coinvolgono l’intero organismo. La febbre si presenta in modo improvviso, è spesso alta, anche fino a 39-40°, ed è accompagnata da dolori ossei e muscolari diffusi e da cefalea.

Spesso sono presenti dolore dietro agli occhi, fastidio all’esposizione alla luce (fotofobia), inappetenza e intenso malessere generale. L’apparato respiratorio è sempre interessato, con tosse secca e mal di gola, inoltre può essere presente rinorrea con senso di naso chiuso.
La durata tipica oscilla dai tre ai quattro giorni, ma può prolungarsi per una o due settimane.
La vera sindrome influenzale non presenta sintomi a carico dell’apparato gastrointestinale; quando questi siano presenti si deve pensare sicuramente a una forma provocata da uno dei virus responsabili delle forme simil-influenzali.

È possibile prevenire l’insorgere dell’influenza per soggetti a rischio, quali gli anziani, i portatori di malattie croniche, le donne in gravidanza e i bambini molto piccoli; per queste categorie è consigliabile rivolgersi al medico per valutare la possibilità di vaccinarsi.

Consigli

Una volta comparsi i sintomi è possibile ricorrere a farmaci di automedicazione così da ottenere un sollievo dal dolore, senza tuttavia annullare completamente i sintomi influenzali. I medicinali più largamente impiegati sono quelli sintomatici che consentono di diminuire la temperatura e di alleviare i dolori, come l’Ibuprofene.

Possono risultare utili farmaci che aiutano a diminuire l’ostruzione, così da permettere una migliore respirazione.

Cosa affiancare all’assunzione di farmaci sintomatici:

evitare il consumo
di alcolici
astensione
dal fumo
Riposo
a letto
gli antibiotici
non vanno utilizzati
adeguata
idratazione
umidificazione
degli ambienti

In occasione dell’influenza e delle sindromi influenzali, tutte di origine virale, gli antibiotici sono inutili e non vanno utilizzati. Anzi, un utilizzo improprio può favorire lo sviluppo di microrganismi resistenti all’antibiotico stesso che possono dar luogo a un’infezione sovrapposta.

Come affrontare il dolore nella quotidianità

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